Japan: Enoki-take

Chinese: Dong Gu

English: Velvet foot, Winter mushroom, Golden needle Mushroom

 

Flammulina velutipes (Curt.: Fr.) Sing.

Classificazione: Fungi, Basidiomycota, Agaricomycetes, Agaricales, Physalacriaceae, Flammulina

 

Descrizione

Questo fungo è molto diffuso, ama il freddo e di solito appare nel tardo autunno o in inverno. Ha un cappello viscido appiccicoso, di consistenza quasi gommosa, poco carnoso, da rosso-giallastro a giallo-arancio, più scuro al centro.

Le lamelle sono rade, annesse, ventricose, prima bianche poi rossastre. Il suo gambo è distintamente vellutato, alto da 3 a 6 cm e largo circa 0,5 cm, e di colore giallo-rossiccio in alto, bruno-scuro in basso. Cresce dal legno di tronchi duri, ma quando il legno è sepolto o coperto dal fogliame del terreno, sembra che questi funghi compaiono dalla terra.

 Il nome comune italianano è Agarico vellutato o Fungo dell'olmo, mentre in Giappone viene chiamato Enokitake (take=fungo), in Cina Jin Zhen Gu oppure Dong Gu, mentre in inglese viene chiamato Velvet Foot, Winter Mushroom o Golden Needle Mushroom.

Come visibile nelle illustrazioni,è un fungo che si sviluppa in gruppo in luoghi umidi su latifoglie viventi quali olmo, salice e pioppo. Il suo nome specifico deriva dal latino “villutus” = villoso e “pes” = piede, cioè dal gambo vellutato, per l’aspetto peloso e vellutato del gambo. E’ una specie commestibile a crescita invernale anche se il sapore della carne non ha un sapore particolare.  

 Spesso si trova nei negozi alimentari e ristoranti asiatici che però utilizzano esemplari coltivati; come visibile dalla foto, i funghi coltivati in modo intensivo a scopo culinario sono molto diversi da quelli selvatici e risultano pallidi e a gambo lungo per la scarsità di luce con cappello molto piccolo (vedere l'illustrazione).

Un fungo spaziale

Nel 1993, culture di F. velutipessono state trasportate a bordo dello Space Shuttle Columbia, al fine di determinare come i funghi avrebbero reagito in ambiente con bassa gravità. Come molti funghi che si sviluppano da tronchi d’albero, F. velutipespiega tipicamente il suo stelo vicino alla base, poi cresce verso l'alto, con un cappello che risulta più o meno parallelo al terreno – cosicché  le spore possono facilmente cadere dalle lamelle. A bordo della navetta spaziale, tuttavia, i funghi sono cresciuti in tutte le direzioni “perdendo il loro orientamento” (1).

I funghi commestibili possono essere considerati come alimenti sani a basso contenuto di grassi. Un basso contenuto calorico e condurre diete a basso contenuto di grassi sono raccomandati per le persone con elevato colesterolo nel sangue. Pertanto i funghi sono perfetti, a causa delle loro calorie basse, bassa percentuale di grassi, e alti livelli di acidi grassi essenziali (2). Un interessante studio del 2013 ha analizzato la composizione in acidi grassi di sei specie di funghi selvatici commestibili raccolti da diverse regioni dell'Anatolia per valutarne il loro valore nutrizionale. (3). I dati, riportati in tabella 1, mostrano come in F. velutipesvi sia una concentrazione molto elevata (60,65%) di acidi grassi polinsaturi (PUFA) tra i più raccomandati in una dieta sana.

Acido grasso

% su base secca

C4:0 butyric acid

0.05

C6:0 caproic acid

0.02

C8:0 caprilic acid

0.19

C10:0 capric acid

0.06

C11:0 undecanoic acid

0.04

C12:0 lauric acid 

0.26

C13:0 tridecanoic acid

0.03

C14:0 myristic acid

0.50

C14:1 myristoleic acid

0.04

C15:0 pentadecanoic acid

0.76

C15:1 pentadesenoic acid

0.99

C16:0 palmitic acid

14.56

C16:1 palmitoleic acid

0.70

C17:0 margaric acid

0.07

C17:1 heptadesenoic acid

0.06

C18:0 stearic acid

3.56

C18:1 trans-oleic acid

0.06

C18:1 cis-oleic acid

16.37

C18:2 trans-linoleic acid

0.05

C18:2 cis-linoleic acid

40.87

C18:3 linolenic acid

0.01

C18:3 gamma

17.25

C20:0 arachidic acid

0.19

C20:1 eicosenoic acid

0.08

C20:2 eicosadienoic acid

0.15

C21:0 heneicosanoic acid

0.04

C20:3 𝑛 = 3 cis-11,14,17-eicosatrienoic acid

ND

C20:4 arachidonic acid

0.02

C20:3 𝑛 = 6 cis-8,11,14-eicosatrienoic acid

0.06

C22:0 behenic acid

0.04

C20:5 eicosapentaenoic acid

0.47

C22:1 erucic acid

0.12

C22:2 docosadienoic acid

0.36

C23:0 tricosanoic acid

0.03

C24:0 lignoseric acid

0.30

C24:1 nervonic acid

0.16

C22:6 docosahexaenoic acid

1.43

 

SFA (saturated fatty acids)

20.67

MUFA(monounsaturated fatty acids)

18.58

PUFA(polyunsaturated fatty acids)

60.65

Tab. 1 Composizione % degli acidi grassi su campioni spontanei di Flammulina velutipes. ND: non determinato.

 

Una proteina speciale

Come ormai dimostrato dai vari articoli pubblicati su questa rivista, i funghi contengono una componente proteica importante, ad alta biodisponibilità e ad elevato valore nutrizionale. In Flammulina velutipes, è stata trovata una proteina molto particolare chiamata FIP-fve dalle attività biologiche molto interessanti ed il cui nome sta per Fungal Immunomodulatory Protein isolated from Flammulina Velutipes.

L'attività immunomodulante di FIP-fve è stata dimostrata dalla sua attività stimolante verso linfociti del sangue periferico umano e per la sua soppressione delle reazioni anafilassi sistemica e gonfiore locale dei cuscinetti plantari del topo.

FIP-fve ha anche migliorato l'espressione trascrizionale di interleuchina-2 e interferone-gamma. (4)

 

Utilizzi in micoterapia  

Molti studi su questo fungo sono stati condotti in Cina e Giappone, dove l’utilizzo dei macrofunghi a scopo terapeutico è molto consolidato ed utilizzato da migliaia di anni.

Uno studio di 174.505 abitanti della zona di Nagano del Giappone ha confrontato i tassi di mortalità per cancro della popolazione generale con quella dei coltivatori di F. velutipesnel corso di un periodo di 15 anni (1972-1986) e ha scoperto che questi agricoltori hanno avuto un tasso di mortalità più basso pari a di 97,1 su 100.000, rispetto ai 160,1 casi per 100.000 della popolazione generale, con l’indicazione che questo poteva essere ricondotto al maggiore consumo di F. velutipes(5).

A seguito dello studio precedente, è stato condotto un ulteriore studio controllato per indagare il rapporto tra riduzione del rischio di cancro allo stomaco e l'assunzione di funghi commestibili nella stessa zona dal 1998 al 2002 utilizzando l’indice epidemiologico Odds Ratio (OR) con il quale si definisce il rapporto di causa-effetto tra due fattori, per esempio tra un fattore di rischio e una malattia. Se il valore dell'OR è maggiore di 1, il fattore di rischio oggetto dello studio è o può essere implicato nella comparsa della malattia; se il valore dell'OR è minore di 1 il fattore di rischio in realtà è una difesa contro la malattia (6).

Mentre l'odds ratio (OR) dei soggetti che mangiavano funghi occasionalmente o meno di una volta alla settimana era 1,00, il consumo di F. velutipespiù di tre volte alla settimana ha prodotto una riduzione dell’OR a 0,66 (mentre l’OR di color che mangiavano Lentinus edodes(Shiitake) più di tre volte alla settimana era 0,95) (7). 

Oltre alla presenza di polisaccaridi immunomodulanti (8,9), F. velutipessi distingue per il suo alto contenuto di proteine ​​(31,2%) e il gran numero di ricchi componenti proteiche con una forte attività immuno-modulante e anti-cancro di (10-14). 

EstrattiF. velutipesdimostrano anche forte inibizione della tirosinasi enzima molto diffuso nei tessuti animali coinvolto nelle formazione delle melanine responsabili della colorazione della pelle (15).

Ricerche sulle proprietà anti-cancro
Oltre a quanto riportato in precedenza, diversi estratti F. velutipesmostrano attività eccezionalmente alta anti-cancro in vitro. Di seguito se ne riporta una breve sintesi. In uno studio di 38 estratti di funghi svolto dalla Bastyr University, qualli di F. velutipeshanno avuto il più alto livello di attività inibitoria nei confronti di due linee cellulari di cancro al seno una estrogeno-dipendente ed una estrogeno-indipendente (16). In uno studio separato di estratti acquosi da 20 funghi e di 3 polisaccaridi di derivazione fungina, l'estratto acquoso di F. velutipes, insieme a quello di Pleurotus ostreatushanno mostrato il più alto livello di attività citotossica contro le cellule tumorali della prostata androgeno-indipendente (17).

In vivo, l’EA6, un polisaccaride legato ad una proteina isolato dal corpo fruttifero di F. velutipesha aumentato l'immunità umorale, immunità cellulare, e la produzione di IL-2 in topi portatori di Meth-A fibrosarcoma a 10 mg / kg; inoltre la proflammina (composto per il 90% proteico ed per il 10% polisaccaridico) isolata dal micelio di F. velutipesha annullato la soppressione dell’immunocompetenza dopo criochirurgia alla dose di 10 mg / kg / die (18).

 La incredibile sinergia tra diversi approcci medicimostra tutti i suoi benefici quando ben applicata, scevra da preconcetti e basata sulle evidenze sperimentali. In diversi studi clinici, una combinazione di estratti di F. velutipes e Hypsizygus marmoreus chiamata EEM, ha rivelato risultati superiori alla MPA (methylacetoxyprogestrone) sulla cachessia dei pazienti con cancro avanzato con una migliore risposta clinica, stato di performance (PS), e la qualità della vita (QOL). La supplementazione con EEM in combinazione con farmaci antitumorali ha migliorato il tasso di risposta clinica, PS, e la qualità della vita dei pazienti con cancro avanzato rispetto ai pazienti trattati con soltanto farmaci antitumorali. L’assunzione di EEM ha inoltre ridotto le lesioni precancerose sulla mucosa esofagea (7).

Ricerche sulle proprietà anti-virale.

La co-somministrazione dell’'immunizzazione contro l'HPV-16 (genotipo 16 dello Human Papilloma Virus) e di FVE, la proteina estratta da F.velutipes di cui abbiamo trattato in precedenza, insieme ha portato al 60% dei topi rimasti senza tumore per 167 giorni dopo l’impianto di cellule tumorali, rispetto al 20% di quelli trattati con la sola immunizzazione. I topi co-immunizzati hanno mostrato una maggiore produzione di anticorpi specifici all’oncoproteina HPV-16 E7, nonché all’aumento di interferone specifico alla HPV-16 E7- (IFN gamma) e di cellule T (CD4 (+) e CD8 (+)), rispetto ai topi immunizzati con  solo HPV-16 E7 (19).

Uno studio recentissimo, pubblicato ad agosto 2014, ha studiato le proprietà antivirali della proteina FVE nei confronti del Virus Respiratorio Sinciziale umano (sigla hRSV), l'agente causale più importante della bronchiolitee della polmonite infantile. (20)

Sintesi Clinica

 

Possibili applicazioni:supplementazione dietetica nei pazienti a rischio di cancro

Componenti principali:proteine ​​e polisaccaridi

Dose giornaliera consigliata: 3-5 g di corpo fruttifero essiccato (corrispondente a 30-50g funghi freschi)

  

Abstract dalla letteratura

Chang YC, Chow YH et al. Attenuazione della replicazione del virus respiratorio sinciziale e dell'infiammazione attraverso la proteina ​​immunomodulatoria fungina FIP-FVE da Flammulina velutipes. Antiviral Res. 2014 Aug 14;110C:124-131

Il virus sinciziale respiratorio (RSV) causa la bronchiolite nei bambini seguita da infiammazione e sintomi simili all’asma. Lo sviluppo di una terapia preventiva per questo virus continua a rappresentare una sfida. Le proteine ​​immunomodulatori fungine (FIPs) presentano funzionalità anti-infiammatorie. FIP-FVE è una proteina immunomodulante isolata da Flammulina velutipes.

Per determinare se FIP-FVE colpisce l'infezione o la conseguenza della immunità del RSV, abbiamo testato varie concentrazioni del RSV e di livelli di citochine infiammatorie in vivo e in vitro. La somministrazione orale di FIP-FVE ha diminuito l’iperreattività delle vie aeree (AHR) indotta dal RSV, l’infiammazione delle vie aeree, e l’espressione del’IL-6 nel liquido di lavaggio broncoalveolare (sigla BAL) di topi di laboratorio della linea BALB / c. [...]

I risultati di questo studio suggeriscono che la FIP-FVE diminuisce la replicazione di RSV, l’infiammazione indotta da RSV e la patogenesi delle vie respiratorie. FIP-FVE è un composto naturale ampiamente utilizzato presente in F. velutipes,che può essere considerato un agente sicuro per la prevenzione virale e anche per la terapia.

 

Bibliografia:

  1. Moore et al. Gravimorphogenesis in agarics, Mycological Research, Volume 100, Issue 3, March 1996, Pages 257–273
  2. Yilmaz, M. Solmaz, I. T¨urkekul, andM. Elmastas¸, “Fatty acid composition in some wild edible mushrooms growing in the middle Black Sea region of Turkey,” Food Chemistry, vol. 99, no.1, pp. 168–174, 2006.
  3. Pelin G et al, Fatty Acid Compositions of Six Wild Edible Mushroom Species, Volume 2013, Article ID 163964, 4 pages
  4. Jiunn-Liang et al, A new fungal immunomodulatory protein, FIP-fve isolated from the edible mushroom, Flammulina velutipes and its complete amino acid sequence, Eur. J. Biochem. 228, 244-249 (1995)
  5. Beneficial effects of edible and medicinal mushrooms on health care. Ikekawa T - Int J Med Mushr. 2001;3(4):8-12
  6. Quaderno di Epidemiologia, prof. Ezio Bottarelli, http://www.quadernodiepidemiologia.it/
  7. Cancer Risk Reduction by Intake of Mushrooms and Clinical Studies on EEM. Ikekawa T. Int J Med Mush. 2005;7(3):347
  8. Inhibitory activity of polysaccharide extracts from three kinds of edible fungi on proliferation of human hepatoma SMMC-7721 cell and mouse implanted S180 tumor. Jiang S.M, Xiao Z.M, Xu Z.H. World J Gastroenterol. 1999;5(5):404-407.
  9. Investigation of immunomodulating activity of the medicinal mushroom Flammulina velutipes (Curt.: Fr.) P. Karst. in vitro. Cytokine induction by fruiting body extract Badalyan S, Hambardzumyan L.A. Int J Med Mush. 2001;3(2-3):110-111
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  12. Fungal immunomodulatory protein from Flammulina velutipes induces interferon-gamma production through p38 mitogen-activated protein kinase signaling pathway. Wang P.H, Hsu C.I, Tang S.C, Huang Y.L, Lin J.Y, Ko J.L. J Agric Food Chem. 2004;52(9):2721-5.
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  19. Coadministration of the fungal immunomodulatory protein FIP-Fve and a tumour-associated antigen enhanced antitumour immunity. Ding Y, Seow S.V, Huang C.H, Liew L.M, Lim Y.C, Kuo I.C, Chua K.Y. Immunology. 2009;128(1Sup):881-94.
  20. Chang YC, Chow YH et al., Alleviation of respiratory syncytial virus replication and inflammation by fungal immunomodulatory protein FIP-fve from Flammulina velutipes. Antiviral Res. 2014 Aug 14;110C:124-131