Nome Botanico: Coprinus comatus (O.F. Müll.) Pers.
Classificazione: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.
 
PRINCIPALI UTILIZZI:
1. Modulazione immunitaria positiva
2. Sostegno nella patologia diabetica
3. Sostegno in oncologia (senologia)

 

COMPOSTI INDICATORI DI ATTIVITA’ BIOLOGICA
1. β (1,3-1,6)-D-glucani minimo 45%
2. ⍺  (1,4-1,6)-D-glucani minimo 4%
3. triterpeni minimo 1%
4. Ergotioneina

DESCRIZIONE BREVE:

Le squame presenti sul suo cappello gli conferiscono l’aspetto di una chioma. Da qui la denominazione di comatus, che in latino significa appunto “dotato di chioma”.

ORIGINE ED USO TRADIZIONALE:

Coprinus comatus è uno dei pochi funghi medicinali, le cui potenzialità non sono state scoperte dalla medicina tradizionale cinese, ma in Europa dove cresce non solo nei boschi e prati, ma si trova spesso nei giardini e lungo i bordi delle strade. E’ un fungo ricco di proteine che contiene molti aminoacidi essenziali, e una grande varietà di minerali e oligoelementi. Al di là del suo essere delizioso e nutriente, è considerato avere anche un immenso potenziale come fonte di composti bioattivi con funzioni quali: immunomodulazione, ipoglicemica, ipolipidemica, antitumorale, antibatterica. I composti che finora sono stati caratterizzati in questo fungo sono principalmente beta (1-6)-glucani ed alfa-fuco-galattani. 

GLICEMIA: Contiene anche comatina (identificata come 4,5-diidrossi-2-metossi-benzaldeide), una molecola attiva che ha dimostrato capacità di mantenere basso il livello del glucosio del sangue e di migliorare anche la tolleranza al glucosio. Si è dimostrata, infatti, la sua capacità inibitoria della reazione glicosilazione non enzimatica (NEG).

IMMUNOMODULAZIONE: Il potenziale anticancerogeno di questo fungo è stato messo in evidenza in diversi studi. Un importante studio in vitro ha messo in evidenza la presenza di composti ad attività antitumorale per il cancro al seno. I risultati hanno dimostrato azione sia sulle cellule ER+, che legano gli estrogeni, ma anche per quelle cellule ER-, cioè che non hanno una proteina che lega gli estrogeni e che sono più difficili da trattare. Le attività evidenziate sono: 1) marcata inibizione della crescita di entrambe le cellule tumorali ER + e ER-; 2) induzione di una rapida apoptosi sia per  ER-cellule ER + e; 3) inibizione significativa su ER+ della formazione di colonie in vitro.

 

BIBLIOGRAFIA
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Liu Y et al.,  Bioactive Carbohydrates and Dietary Fibre (2013) 164–169
Zhang et al. PNAS August 22, 2017 vol. 114 no. 34
Rouhana-Toubi A et al., International Journal of Medicinal Mushrooms, 17(12): 1127–1136 (2015)
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